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Congresso
lunedì 21 ottobre 2013 - 13:24:42

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Comunicato
martedì 11 giugno 2013 - 12:34:04

La finanziarizzazione esasperata dell’economia non ha portato a una crescita e a un livellamento delle disuguaglianze, bensì a una crisi economica mondiale di dimensioni finora sconosciute, a una crescita delle povertà e a un approfondimento della distanza fra poveri e ricchi fra le nazioni e al loro interno. Le guerre dell’ultimo decennio hanno solo fatto crescere i caduti da ogni parte e prodotto costi insostenibili per tutti.
L’ideologia della crescita e del liberismo ha alimentato l’odio di molti popoli verso l’Occidente e stimolato il terrorismo. Lo sviluppo fondato sui combustibili fossili ha ridotto le scorte e fatto crescere i costi economici e sociali delle fonti energetiche tradizionali, ma soprattutto ha messo in pericolo il prossimo futuro del pianeta con il cambiamento climatico e le conseguenze sull’ambiente. La privatizzazione della gestione di alcuni beni essenziali come l’acqua non ne ha migliorato la qualità e l’accesso. Le politiche di riduzione dei sistemi di welfare hanno ridotto le possibilità di protezione sociale, non hanno migliorato i budget pubblici e hanno contribuito a ridurre la coesione sociale.Ciò nonostante in molte parti del mondo e in Italia cresce la sensibilità attorno al bisogno impellente di cambiare, di porsi nuovi obiettivi e, quindi, di ragionare individualmente e collettivamente in modo diverso. Stanno crescendo un po’ dappertutto esperienze di finanza etica, di cooperazione allo sviluppo, di solidarietà sociale, di conversione ecologica dell’economia, di produzioni biologiche, di cittadinanza attiva e di partecipazione più aperta e sostenibile al governo dei territori, di tutela dei diritti dei lavoratori e dei consumatori, di apprezzamento e valorizzazione delle imprese capaci di produrre valore per esse e per le comunità a cui appartengono. Tutte queste esperienze costituiscono oggi un patrimonio di significativo valore per individuare una concreta e convincente via d’uscita dalla crisi globale. Eppure, la crisi globale sta facendo emergere la coerenza fra la dimensione locale e quella globale dei problemi. Ed è proprio questa lezione che può essere utile se si vuole davvero uscire dalla crisi finanziaria globale diversi da come ci si è entrati. Infatti, se la crisi sancisce il defi nitivo fallimento dei dogmi del neoliberalismo (la diffusione di un ordinamento privatistico su scala globale, l’assunzione a valore fondante della società le intrinseche capacità autoregolative del mercato, l’identifica-zione dell’individuo nella sua funzione di consumatore, la crescita lineare dei consumi), è giunto il momento di lavorare per la diffusione di un modello culturale nuovo per il XXI secolo. La crisi impone oggi una rilettura e una profonda rivisitazione di molti concetti e valori che hanno plasmato il mondo contemporaneo negli ultimi trent’anni. L’idea dello sviluppo economico come di una linea continua e crescente di benessere diffuso supportato da una disponibilità inesauribile di risorse e da un progresso tecnologico in grado di risolvere ogni problema, è oggi drammaticamente smentita tanto dal diffondersi della povertà quanto dall’acutizzarsi di problemi globali come i cambiamenti climatici. Sarà piuttosto l’approccio dello sviluppo umano quello maggiormente adatto a tenere insieme qualità della vita ed estensione dei diritti. L’idea stessa della democrazia è messa oggi a dura prova, dovendosi concepire non più come il miglior sistema di governo in contrasto con forme vecchie e nuove di populismo e concentrazione del potere, ma come un processo dinamico e partecipativo (non solo delegante), in continua espansione, che ritiene la composizione del demos come mobile, tale da includere ad esempio residenti non-cittadini che sono stranieri nella cultura e nella religione. Una democrazia che esalta il suo storico intreccio con diverse forme di welfare. Una democrazia che oggi è chiamata a riscoprire il valore della “sfera pubblica” e le interconnessioni tra responsabilità individuale e responsabilità collettiva: è in questo incrocio che acquista un valore nuovo la comunità, come la dimensione in cui questi diversi ambiti della responsabilità trovano signifi cato, in una pratica di comunità aperta, non ripiegata su se stessa nella ricerca ossessiva di una identità che esclude le diversità e i suoi simboli, ma predisposta all’inclusione, alla coesione sociale attraverso una strategia di cittadinanza attiva. Una democrazia che si fonda non solo sulla rappresentanza elettorale, ma sull’attiva partecipazione e confronto della cittadinanza con chi governa e la responsabilità di questi verso la loro comunità di riferimento; che integra continuamente i momenti di delega. Ciò significa che hanno un significato importante anche le azioni locali, che compiamo nella nostra comunità, qui ed ora. Ecco che la responsabilità globale si congiunge a quella locale; che futuro e presente si toccano; che la comunità locale si connette a quella globale a cui insieme partecipiamo. Comunità sostenibili e responsabili: è questo, dunque, il centro della nostra riflessione e del nostro impegno, perchè è da qui che può nascere un progetto che concorre significativamente a comporre una società capace di farci uscire diversi e migliori dalla crisi. Si tratta di una sfida culturale: mentre molti richiamano ad una idea chiusa delle comunità, finanche alla loro atomizzazione, illusi di avere un affaccio sul mondo solo attraverso la televisione e di perseguire la propria sicurezza attraverso l’erezione di nuovi muri e ghetti in cui confinare la diversità, noi sosteniamo il valore dell’apertura, della comunicazione, della dialettica, della responsabilità e della biodiversità, convinti che solo per questa strada può esservi un futuro sostenibile e un presente di benessere per tutti.Nel nostro Paese vi sono oltre 5.800 Comuni con meno di 5.000 abitanti. Sono realtà contrassegnate spesso dalla presenza e dalla vivacità di comunità che, con tenacia, desiderano costruire un futuro ora, sui loro territori. Sono realtà, queste, che potranno essere sempre più comunità sostenibili e responsabili. Nei prossimi anni sarà decisiva la capacità della classe dirigente nazionale e regionale di riformare la dimensione locale dell’economia e del welfare. I piccoli comuni rappresente- ranno dunque il punto di forza di una strategia di uscita dalla crisi del paese fondata sullo sviluppo della qualità. Il differenziale positivo di coesione presente nei piccoli centri si tradurrà - in un numero crescente di casi - in un fattore di sviluppo economico e sociale fondato sulla valorizzazione delle specificità locali. I piccoli comuni, puntando sulle proprie specifi cità, potranno crescere più della media del PIL nazionale.
  • Il patrimonio storico - culturale;
  • il paesaggio;
  • i prodotti tipici e la buona cucina;
  • la coesione sociale;
  • la qualità e lo stile di vita;
  • la creatività;
  • la capacità di produrre a livello locale;
  • il presidio del territorio e la tutela delle risorse.
Sono questi i “vantaggi competitivi” delle comunità locali. Il contributo che esse sono in grado di dare alle strategie di uscita dalla crisi e per un “nuovo inizio” per il nostro Paese sarà cruciale. Si ha l’opportunità e il “dovere” di “accendere qualche torcia” nel buio prolungato del tunnel che stiamo vivendo.È necessario superare il “deserto dei significati e dei progetti” che caratterizza questa fase del nostro paese; occorre “riedificare”, lanciare operazioni di “speranza” e di “fiducia” affinché, nelle comunità dei borghi, l’economia si fondi con la cultura e queste con la vita sociale per assicurare una prospettiva nella quale il “capitale sociale” generi sempre più relazioni costruttive, affidabilità, rispetto delle regole e quindi una vera convivenza civile.


referendum provincia Piacenza
door Roby
sabato 27 ottobre 2012 - 11:29:26

                                                                                                                                                                                                            
                                                                                                           


                                                                                                                             
Apprendiamo con amarezza che il Governo sarebbe intenzionato ad annettere con un decreto la provincia di Piacenza a quella di Parma, cancellando in questo modo il parere positivo della Cassazione sull'ammissibilità del referendum chiesto dai piacentini. 
Tale provvedimento, se fosse perseguito, sarebbe degno dei peggiori regimi totalitari e antidemocratici. 
Riteniamo che sovrastare la decisione della Corte di Cassazione sia un atteggiamento gravissimo e dimostrerebbe una volta di più l'arroganza di questo governo NON DEMOCRATICAMENTE ELETTO. 
Identità Oltrepò sarebbe favorevole all'unione tra le provincie di Pavia e Piacenza, territori accomunati da storia, tradizioni ed economia. 
Chiediamo alle istituzioni preposte, Provincia, Comuni, Prefetto, che si facciano carico di portare avanti presso il Governo le istanze dei vicini piacentini. 
Riteniamo che sarebbe un atto molto grave se non potessero esprimere democraticamente la loro volontà di fronte ad un cambiamento cosi radicale. 
Identità Oltrepò è intenzionata a prodigarsi con tutti i mezzi a sua disposizione affinchè i cittadini possano decidere e invitiamo le forze politiche presenti sui due territori ad abbracciare la nostra iniziativa, al di la di schieramenti preconcetti. 

Oltrepò orientale
door Roby
mercoledì 10 ottobre 2012 - 09:40:17

Tutti gli aggiornamenti sui lavori del movimento nella zona Broni-Stradella sulla pagina Facebook 
 
 
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area ex-Massoni lettera alle istituzioni
door Roby
venerdì 28 settembre 2012 - 10:14:30



Per copia conoscenza 

Dr.Pietro Angelo Lombardi-Sindaco di Stradella 
Ditta Massoni Guglielmo c/o Massoni Alberto 
Ditta Longeri geom. Alberto 
Sede provinciale Cgil 
Sede provinciale Cisl 
                                                                                       Sede provinciale Uil





Stradella 26 settembre 2012 


Gentile dott.ssa Giuseppa Strano Materia,

i recenti fatti di cronaca accaduti a Stradella durante i lavori di recupero dell'area industriale ex-Massoni, ci obbligano ad alcune riflessioni.
Ferma restando la nostra vicinanza alla famiglia dell'operaio deceduto a causa di un incidente sul lavoro, come associazione di comuni cittadini siamo fortemente preoccupati dal susseguirsi di eventi tragici. 
Nell'arco di qualche giorno vi è stato un incendio che poteva avere gravi conseguenze, vista la posizione centrale dello stabile. Successivamente l'incidente che ha portato al decesso di Ezio Barcellona, operaio intento a rimuovere alcuni rottami ferrosi.
La nostra preoccupazione è motivata dal dubbio che si siano appaltati i lavori ad aziende che, per garantire costi inferiori, trascurano le basilari e necessarie norme di sicurezza sul lavoro. 
Quello che più ci preoccupa a questo punto è che, come più volte chiesto dalla nostra Associazione, nei prossimi tempi dovranno essere svolte le opere di asportazione e bonifica delle coperture in amianto.

Chiediamo pertanto, a tutte le Istituzioni preposte e alle proprietà degli stabili, di vigilare affinché questi lavori vengano svolti a regola d'arte, salvaguardando in questo modo sia la salute dei lavoratori impegnati sia quelli degli abitanti delle zone limitrofe. 

Sicuri che il nostro appello non verrà ignorato, porgiamo i nostri migliori saluti.




Roberto Pisani
Vicepresidente e referente Oltrepò orientale
Identità Oltrepò
Via Riccagioia 26 Torrazza Coste (Pv)

Incontro a Stradella
door Roby
mercoledì 29 agosto 2012 - 21:07:46

Domenica 16 settembre in piazzale Trieste a Stradella incontro con alcuni esponenti di Identità Oltrepò.
Scopo dell'incontro sarà far conoscere il movimento e le recenti e future iniziative a tutela del territorio e delle tradizioni oltrepadane.

Spot Elezioni Provinciali 2011 Lista Identità Oltrepò
domenica 01 maggio 2011 - 17:01:09


Torrazza Coste, 28 aprile 2011
venerdì 29 aprile 2011 - 09:35:02

Torrazza Coste, 28 aprile 2011

Oggetto:

Parere del Candidato Presidente Marini Anacleto (lista Identità Oltrepò)  
Nel mese di marzo 2009 il Movimento che rappresento affisse manifesti murali in cui si denunciava la piaga della cementificazione dei suoli agricoli della nostra Provincia. Il manifesto citava come esempi l’autostrada Broni-Pavia-Mortara, la logistica di Bressana Bottarone, la città del commercio di Voghera e il Parco Baratta. Quest’ultima vicenda ha avuto i recenti sviluppi che sappiamo, con l’approvazione di misura del piano di lottizzazione. Noi della lista Identità Oltrepò-Lomellina-Pavese crediamo che la difesa dei suoli agricoli non derivi solo dalla necessità di preservare una risorsa economica fondamentale per il futuro, ma anche dall’esigenza di difendere l’identità culturale, paesaggistica e storica del territorio in cui viviamo. Anche per questo abbiamo aderito al comitato per il no nucleare e per il si all’acqua pubblica; crediamo infatti che il territorio e le sue risorse siano un bene collettivo da tutelare. Abbiamo partecipato attivamente alle iniziative intraprese dal mondo dell’associazionismo e della politica per fare valere questo principio; abbiamo sostenuto le campagne di raccolta firme e di sensibilizzazione della popolazione quando si è trattato di contrastare l’ecomostro della Broni-Mortara e il proliferare delle logistiche. Ribadiamo quindi il nostro giudizio totalmente negativo sull’autostrada Broni-Pavia-Mortara. Non è certo con questa opera che possono essere risolti i problemi della viabilità dell’Oltrepò verso Pavia; chiediamo che venga riconsiderata come soluzione il progetto di una bretella pubblica dall’Oltrepò alla tangenziale pavese a suo tempo presentato dall’Amministrazione Provinciale. Chiediamo un potenziamento del trasporto ferroviario, un impegno per migliorare i servizi ai pendolari che ne fanno uso e una migliore manutenzione delle strade esistenti. Confermiamo il nostro apprezzamento ai comitati e alle associazioni per il lavoro che hanno svolto e continueremo ad affiancarle, con la speranza di poter rappresentare le loro istanze anche all’interno del Consiglio Provinciale.  

Claudio Bianchi per lista Identità Oltrepò-Lomellina-Pavese
con candidato Presidente Marini Anacleto.

Il Giorno
venerdì 11 febbraio 2011 - 15:13:29

Articolo Il Giorno 2011.png

Da ' Il Giorno' del 11/02/2011

Comunicato
lunedì 07 febbraio 2011 - 23:23:17

C o m u n i c a t o

Il degrado sociale e il perdurare della crisi economica, che non ha risparmiato il nostro territorio, porta a ritenere urgentemente indispensabile e non più rinviabile l'attuazione di una serie di riforme atte a contrastare il declino generale.
La costante sofferenza che ha caratterizzato i comparti industriali, agricoli, edili, commerciali e dei servizi, sommata a una serie di scelte che in pochi anni ha stravolto gran parte del territorio e della viabilità, ha mutato il patrimonio tradizionale che ha da sempre caratterizzato la Provincia di Pavia.
Questo consumo di territorio non solo non ha prodotto nuove occasioni d'impulso e nuova occupazione, ma, al contrario, ha portato mestamente alla chiusura forzata molte attività a gestione familiare e di media impresa. Le carenze di provvedimenti e la tendenza a rimandare le urgenze hanno portato a una situazione di stallo in cui non è ancora stato predisposto un piano di coordinamento che regolamenti la situazione dei rifiuti, della viabilità, trasporti, energia, commercio, strutture pubbliche e di tutti gli altri aspetti che molto spesso sono a cuore solo durante le campagne elettorali.
Ormai la politica sembra essere diventata un campo per lotte di potere e giochi di correnti interne; per questi motivi il movimento Identità Oltrepò, che dalla sua nascita ha scelto di rappresentare le esigenze della società civile, è fermamente impegnato nella formazione di una lista indipendente.


I.O. Contro la Pedofilia
venerdì 29 febbraio 2008 - 16:40:55
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